“…el calig è infond al cor
en va via sa un ragg de sol…”
(Borghetti Bugaron Band)
70- El calig
31 lunedì Mag 2004
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31 lunedì Mag 2004
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“…el calig è infond al cor
en va via sa un ragg de sol…”
(Borghetti Bugaron Band)
29 sabato Mag 2004
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29 sabato Mag 2004
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L’ho visto ieri sera al solito Masetti, anche se, ad essere sincero, pensavo meglio (ma si sà, i gusti son gusti…) devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. Bravi gli attori e bravo il regista… in effetti se Micheal Schorr con questo film ha vinto il “Premio speciale per la regia” all’ultimo Festival di Venezia un motivo c’è… 🙂
29 sabato Mag 2004
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Che giornataccia… non che stamattina sia successo niente di particolare che mi abbia rovinato la giornata e l’umore, anzi, almeno fino ad ora tutto sta filando liscio – le preoccupazioni per la scadenza di fine mese sono passate perché me l’hanno posticipata di qualche giorno (evidentemente anche gli altri hanno problemi nel rispettare i tempi…) – e tutto è tranquillo: le linee di lavorazione le hanno smontate – quindi non fanno più rumore – perché per ora (fino a quando non arrivano i cocomeri) non c’è prodotto da lavorare, non ci sono più camion olandesi che vanno avanti e indietro, sono da solo in ufficio perché il mio collega è in Urbino – deve fare un intervento ad una conferenza (o qualcosa del genere) in università – solo il ronzio di questo cancro di pc fa sì che il silenzio non sia assoluto (per fortuna che la prossima settimana me lo cambiano). Queste per me sono le condizioni ideali per lavorare, e sono state interrotte solo due volte e per poco tempo da due soci venuti per fare i programmi produttivi per la campagna 2004/2005 (è ora di ordinare i semi da mandare ai vivai perché possano prepararci le piantine per agosto, quando sarà ora di trapiantare), il resto del tempo beata e sana quiete…
Ciò nonostante questa resta una giornataccia… sarà che è sabato, e per me questo giorno è più pesante del lunedì: un po’ perché, nonostante ormai siano 4 anni e mezzo che lavoro qui, non sono ancora riuscito ad abituarmi ed accettare il fatto di dover lavorare di sabato mattina, un po’ perché il venerdì sera difficilmente non faccio tardi e quindi il giorno dopo sono “cotto” e sc*zzato. Ieri sera, ad esempio, sono stato prima al cinema poi a bere vino all’Opera Buffa (un localino carinissimo in centro a Pesaro) con un’amica che non vedevo da un sacco di tempo, cioè, non la vedevo dalla sera prima, ma prima di allora era da parecchi mesi che non facevamo un’uscita (la vedevo solo di sfuggita quando andavo al cinema dove lavora lei), e così ho finito per dormire solo 5 misere ore stanotte, stamattina, infatti, sono arrivato tardi in ufficio (per fortuna che non ho cartellini da timbrare) ed ho quel genere di sonno che ti mette addosso quella pericolosa svogliatezza e voglia di fanc*zzismo acuto. Ma infondo non mi importa del sonno (almeno che non sia tale da causarmi mal di testa) se ho dormito poco per passare una bella serata, e quella di ieri è stata una bella serata perché fa sempre piacere rivedere qualcuno dopo tanto tempo, e, quando non ti vedi da tanto con una persona, ce ne sono di cose che nel frattempo sono cambiate e vicende da raccontare.
Ciò nonostante questa resta una giornataccia… forse la colpa è della tinta grigia che ha assunto questo cielo stamattina e che mi mette una tristezza indicibile… o forse è colpa della tinta grigia che hanno assunto oggi i miei pensieri, anzi, a dire il vero non è solo oggi, è parecchio tempo che è così e succede tutte le volte che mi fermo a guardarmi indietro e a riflettere.
Ci sono un sacco di cose, piccole e grandi, che dovrei cambiare (anche radicalmente), e ci sono anche un sacco di cose, alcune piccole e magari insignificanti, ed altre magari più “importanti”, che dovrei (vorrei ??) fare e che da mesi (alcune anni) mi trascino dietro senza farle.
Da troppo tempo mi riprometto di dare una volta alle cose, di dirmi “da questo momento si cambia” in modo da dare un taglio a quel che è stato fino ad ora, per poter ricominciare daccapo e potermi guardare indietro, da quel momento in poi, più serenamente, senza permettere più che questo grigio mi avvolga tutte le volte che vorrò dare uno sguardo al passato…
…e invece, matematicamente, disattendo me stesso e le promesse che mi faccio e nulla cambia mai.
Forse dovrei essere meno apatico verso certe cose… o forse mi basterebbe solo un pizzico di forza di volontà in più, cosa in cui, purtroppo, sono alquanto carente (eh si, lo ammetto)… o magari basterebbe che arrivasse qualcosa o qualcuno che mi dia una motivazione in più e dia un bello scossone alla mia vita e mi desti da questo torpore nel quale, da troppo, sono sprofondato…
A pensarci bene forse il mio problema è l’impazienza, si perché per cambiare certe cose (e vederne i risultati) ci vuole tempo e pazienza, invece, se mi metto in testa una cosa, non so aspettare, la vorrei realizzata subito e vorrei constatarne subito i risultati…
Forse è meglio che la chiudo qui, devo finire delle cose prima di andare a casa e questa pausa è durata anche troppo, in più questo post è già troppo lungo per i miei gusti.
28 venerdì Mag 2004
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(il testo del post iniziava subito dopo il n° del post)
…echec*zzo… non c’è persona al mondo che mi fa inc*zzare più di me stesso… beh, meglio guardare il lato positivo: almeno so con chi devo prendermela, e di sicuro non mi sfugge 😛
28 venerdì Mag 2004
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Perchè mi metto sempre in testa di voler/dover fare qualcosa sempre e solo quando non ho tempo per farla? E sopratutto perchè quando ho tempo per farla non ho voglia?
28 venerdì Mag 2004
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(il testo del post iniziava subito dopo il n° del post)
C*zzo inizia a piovere!! …e io sono in moto… 😦
27 giovedì Mag 2004
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Ho letto articoli di gente che ne ha parlato bene, ho letto articoli di gente che ne ha parlato male, ma – forse perchè affascinato fin da piccolo dalla figura del Che, forse perchè quando c’è di mezzo un viaggio in moto è difficile che un film non mi piaccia 😛 (chissà se riusciro a fare il mio bel viaggio in Corsica in moto quest’estate??) – a me il film “I diari della motocicletta” è piaciuto un sacco.
27 giovedì Mag 2004
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(il testo del post iniziava subito dopo il n° del post)
Mamma mia che bello che è oggi guardare fuori dalla finestra dell’ufficio… wOoOoOoOw… oltretutto poi, quello che vedo, è segno che è arrivato, se non il caldo, per lo meno il bel tempo, e quindi non può che rendermi felice, è da dopo pranzo che ogni tanto butto uno sguardo fuori… ma che bella cosa, ma che bello spettacolo…
…mi sà che d’ora in poi, invece di parcheggiare la moto all’ingresso, la parcheggierò davanti alla finestra come (per cause di forza maggiore) ho fatto oggi 😛
…avrà anche i suoi bei 9 anni, ma fa ancora la sua porca figura!! …o forse la vedo così perchè “ogni scarrafone è bello a mamma sua”?? 🙂
27 giovedì Mag 2004
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…stop al lavoro per oggi (che tanto gli straordinari anche se li faccio non me li pagano, quindi meglio farli il meno possibile 😛), piuttosto vi racconto una cosa.
L’altro giorno mi son ritrovato in un posto che non avevo mai visto – o per lo meno non l’ho riconosciuto – non sapevo nemmeno cosa ci stessi facendo lì ne come ci fossi arrivato, so solo che ad un certo punto vidi un cane, mi sembrava un pointer, per lo meno a guardare quel bel pelo corto e fine, bianco con ampie macchie nere, solo che la testa non era di un cane di quella razza, era grigia con il pelo folto e più lungo rispetto al resto del corpo, sembrava che avesse il corpo di un cane e la testa d’un altro… che buffo…
Veniva nella direzione opposta alla mia e, quando m’è passato di fianco, m’ha azzannato la mano sinistra…
Per un attimo non c’ho capito niente, ero sorpreso da questa cosa che non mi aspettavo (sembrava tanto mansueto), ci son rimasto malissimo… poi, dopo il momentaneo smarrimento prese il sopravvento il dolore che quel cane mi stava causando, provai a strattonare la mano per fargli mollare la presa senza fargli del male, ma quello non lasciava… ad un certo punto mi accorsi di avere qualcosa nell’altra mano e vidi che tenevo una catena – da dove veniva non lo sò, non mi ero accordo di aver qualcosa in mano prima – visto che il cane non voleva saperne di lasciare la presa con le buone gliela diedi in testa con tutta la forza che potevo, il cane sembrava non aver accusato il colpo… cioè, sulla sua testa non rimase il benchè minimo segno della percossa, ciò nonostante lascio la mia mano e riprese tranquillamenter la sua strada.
Io mi guardai la mano, mi aspettavo di vederla lacerata dalle fauci di quella buffa (e schifosa!!) bestia, invece c’erano solo due piccoli fori tipo morso di vipera, alzai lo sguardo e vidi che ero a casa – come c’ero arrivato? booooh… – vidi i miei e andai verso di loro, la mano intanto me la sentivo gonfia, ma ad occhio la vedo normale, in ogni caso mi faceva un gran male. Dissi ai miei che volevo andare al pronto soccorso per farla medicare a dovere, ma, mentre mia madre mi dava ragione, mio padre diceva che non era il caso per così poco e che sarebbe bastata un pò di acqua ossigenata, anche perchè da quei due forellini non usciva la minima goccia di sangue – che strano.
Poi sentii la voce di mia zia (che abita nell’altra metà di casa) che urlava e chiamava mia madre e, con terrore, ho visto una cosa orrenda, raccapricciante, una cosa capace, quasi tutte le volte che vedo, di mettermi un’enorme ansia addosso: LA SVEGLIA!! E indicava che erano le 8:28… c*zzo!! Avevo di nuovo disattivato la sveglia senza accorgermene ed adesso avevo meno di 2 minuti per alzarmi, lavarmi, cambiarmi, far colazione, tirar fuori la moto e farmi i 12,5km che dividono casa mia da lavoro. Ho cercato la macchina per fermare il tempo, ma non l’ho trovata – chissà dove l’avevo appoggiata l’ultima volta che l’ho usata? – poi mi sono reso conto che non esisteva (appena sveglio sono un pò MOLTO rinco 😛) e naturalmente sono arrivato in forte ritardo.
Bisognerò che mi decida a trovare in camera un posto per la sveglia che abbia queste due caratteristiche:
– la sveglia deve essere visibile dall’altezza del cuscino, senza dover cioè alzare la testa tutte le volte che voglio vedere che ore sono
– la sveglia deve essere irraggiungibile dal letto affinchè io non possa spegnerla nel sonno ma debba per forza alzarmi (e quindi svegliarmi per bene) per disattivare quel suono infernale