
A dire il vero oggi volevo fare un bilancio relativo ai primi 100 post del mio blog, ma sono di corsa perchè il film in piazza di stasera mi attende 😛, piazza dove sono stato anche ieri sera a vedere “Temporada de Patos” (“Stagione delle Anatre”) di Fernando Eimbcke (Messico 2004) Ndb: il link non è sbagliato, scorrete la pagina, è il terzo film 😛 …anzi, visto che non sò per quanto la pagina resterà on-line e visto che non ho tempo per parlarne vi copio il testo preso dal sito “cinema invisibile“:
Due ragazzini restano a casa da soli. E’domenica mattina. Tutto è stato organizzato: ci sono i videogiochi, la cocacola e la voglia di divertirsi. Il loro programma viene, però, più volte interrotto: prima la vicina di casa che ha bisogno di usare il forno, poi l’uomo che consegna le pizze a domicilio e infine la compagnia elettrica che stacca la luce. Ma forse tutti questi imprevisti non succedono per caso…Forse anche il destino ci mette lo zampino per alterare la realtà e permettere a due amici di ritrovare finalmente se stessi.
Tenera favola metropolitana sull’amicizia e sui sentimenti che partendo da una staticità spazio-temporale (l’azione si svolge nell’arco di una giornata all’interno di un appartamento) analizza la realtà dal punto di vista dei bambini. Bambini soli, senza adulti intorno, abituati a crescere senza nessuno che gli insegni a vivere. Un ritratto dolce-amaro dell’infanzia. Da una parte la voglia di vivere incosciente e naif tipica dei bambini, dall’altra la beata solitudo dettata dalla indifferenza degli adulti. I bambini sanno come cavarsela proprio perché vivono per lo più da soli, senza l’aiuto dei grandi. Ne sa qualcosa il padrone di casa che soffre per l’inevitabile divorzio dei genitori così come ne sa qualcosa anche la stessa vicina di casa, poco più che adolescente, che decide di cucinarsi la torta di compleanno perchè i genitori se ne sono dimenticati. Una sorta di metafora della vita, quasi una iniziazione (uno dei due ragazzini viene sedotto e baciato dalla vicina di casa compiendo quello step tanto anelato che ti fa sentire per la prima volta più grande dell’età che hai). Ma anche se vogliamo la presa di coscienza dei propri sentimenti. Lo stesso ragazzino che racconta all’amico di aver dato il suo primo bacio gli rivelerà anche le sue pulsioni omoerotiche (peraltro ricambiate). L’unica presenza adulta è rappresentata dal fattorino della pizza a domicilio che, però, tanto adulto non è: gioca ai videogames con i bambini per farsi pagare la pizza ordinata, mangia con loro una torta a base di hashish (con le prevedibili conseguenze) e, mettendosi allo stesso livello dei ragazzini, si rivelerà l’unico a capire fino in fondo la loro realtà. Temporada de patos significa stagione delle anatre e fa riferimento al quadro del salotto di casa che ritrae uno stormo di anatre in volo (che sotto l’effetto della droga della torta sembra addirittura muoversi!) e che il fattorino della pizza si porterà via a fine giornata.
Marco Catola
A me il film è piaciuto e devo dire che me ne sono andato davvero soddisfatto, però non me la sono sentita di dargli 4 stelle(*), un pò anche per il ritmo eccessivamente lento (sopratutto della prima parte), e così nell’urna ho messo il talloncino con 3 stelle.
Vabbeh, scappo che sennò faccio tardi per il film di stasera (“Aaltra”), domani – se ho tempo – vi saprò dire com’è 🙂
(*) Ndb: vedi nota del post 99