(“Ding Si” nel titolo in origine era viola, ma qui non è possibile cambiare parte del colore del titolo)

sono Serpente

e sono Fuoco
…e tu di che segno cinese sei? ^_*
24 giovedì Mar 2005
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(“Ding Si” nel titolo in origine era viola, ma qui non è possibile cambiare parte del colore del titolo)

sono Serpente

e sono Fuoco
…e tu di che segno cinese sei? ^_*
21 lunedì Mar 2005
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…non guardare questo 😛
16 mercoledì Mar 2005
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(il testo del post iniziava subito dopo il n° del post)
…il mio problema è che non ho pazienza: vorrei vedere subito i risultati delle mie azioni e/o delle mie decisioni… dovrò imparare ad essere meno impaziente, eh sì…
12 sabato Mar 2005
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*[Ndb] (l’indicazione della nota era nel titolo, ma qui non è possibile cambiare il colore e il formato a solo parte del titolo)
Uheeeè!! Sciao beLeSSaaaa!!
Nell’sms di prima ti avevo detto che ti avrei spiegato domani quell’ “uffa!”, ma visto che stasera, nonostante la stanchezza, non ho particolarmente sonno e che domani potrei non avere tempo di scriverti visto che è la vigilia di natale (e la mattina lavoro anche….), te lo spiego stasera.
Ero al mare e ti avevo scritto uno degli sms più sofferti della mia vita (per via del freddo alle mani), e, sul più bello, quando avevo quasi finito di scrivere… puff! …sms sparito… in più non potevo nemmeno riscrivertelo visto che la batteria era a terra (appena ti ho spedito l’sms si è spento il cell… ho fatto a tempo giusto giusto… :P).
Il testo dell’sms (senza abbreviazioni visto che via e-mail non ci son limitazioni di spazio :P) era questo:
“…per rimanere in tema di “tempo”… stasera mi sono dedicato all’ “otium” dei romani (se avessi più batteria e non mi congelassero le mani quando le tengo fuori dalle tasche ti spiegherei meglio cosa intendevano loro…), infatti, nonostante il frrrrrrrrreddddddo che peeeeeeela, sono venuto ad ascoltare il mare (ma sarà scemo?:P) e a perdermi nei miei pensieri guardando il Carro (il Grande Carro) e Cassiopea… a forza di andare al planetario del Balì ora riesco anche a riconoscere qualche costellazione… il firmamento è uno degli spettacoli più belli che la natura ci ha dato, ma quando riesci a capirne qualcosa è ancora più affascinante 😛 ‘notte, un baScione sulla” …PUFF!… e mi si è cancellato l’sms… mancava solo “fronte e sogni d’oro:)”
Uffaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!
E’ che il mio cell inizia a perdere colpi, a parte la batteria che si scarica in un batter d’occhio, in più anche la tastiera ogni tanto fa un pò inc*zzare quando premi i tasti, e così scazzi qualche lettera oppure premi un tasto una volta e lui fa come se lo avessi premuto più volte o tenuto premuto per qualche secondo… e ha fatto così anche stasera: ho premuto lo spazio e poi ho fatto la “f” di “fronte”, solo che non mi ha preso lo spazio, e quando ho fatto “canc” per cancellare la “f” e metterci lo spazio si è comportato come quando lo tieni premuto qualche secondo, e cioè ha cancellato tutto l’sms… mi sà che dopo le feste lo cambio (ancora, per le feste, visto che sono fra i regali che vanno per la maggiore, son su di prezzo, dopo le feste invece calano sempre :P).
evabbeh… visto che ci sono ti spiego anche l’ “otium” romano… è interessante, dimostra quanto una volta fossero moooooooooooooooooolto più “avanti” di noi… concetto al quale dovremmo tornare per risolvere i problemi di sto mondo…
Per “otium” i romani intendevano l’ “ozio”, ma non era l’ “ozio” come lo intendiamo noi, cioè non era la “pigrizia” (che era un difetto anche per loro) ma era il tempo libero, era il tempo dedicato alla cultura, alla lettura, alla filosofia, all’attività fisica, al dialogo e al confronto con gli altri, e anche quello dedicato al dialogo con se stessi (cioè alla meditazione), era il tempo dedicato alle cose capaci di procurarci piacere e benessere… il contrario dell’ “otium” era il “negotium” cioè, “neg-otium”, ovvero il tempo negato all’ “ozio” cioè, letteralmente, il “non-ozio” e rappresentava le attività che una persona faceva per vivere (affari pubblici, commercio, ecc..) cioè il lavoro (come avrai capito la parona “negozio” deriva proprio da “negotium”).
Già dall’etimologia delle parole si capisce che per i romani la cosa principale e più importante era l’ “ozio”, il “non-ozio” invece era la sua negazione, e per questo loro dedicavano minor tempo possibile al “negotium”, anzi, il dedicarsi troppo al “negotium” (e quindi a discapito dell’ “otium”) era secondo loro un difetto, guardavano con disprezzo chi dedicava parecchio tempo al “negotium”, sopratutto se vi dedicava più tempo del necessario per sopravvivere, mentre una persona più aveva tempo per l’ “otium” più era ammirata… la “perdita di tempo” non era l’ “ozio”, ma il “non-ozio”…
…eh si, erano nolto più avanti di noi… da noi ora è diventato il contrario: si ammirano i “gran lavoratori” quelli che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera senza stancarsi mai, e si disprezzano coloro che preferiscono lavorare il meno possibile (quello che basta per campare) per dedicare il resto del tempo a ciò che invece gli procura piacere, come hobbies, interessi, ecc…
Purtroppo c’ha pensato la chiesa secoli fa a sovvertire (e invertire) il concetto e l’importanza di “otium” e “negotium”: secondo la chiesa era peccato “perder tempo” perchè Dio aveva punito l’uomo per il peccato originale con il lavoro, quando disse ad Adamo “tu lavorerai con grande fatica, ecc. ecc.” (non mi ricordo le parole precise), per cui bisognava lavorare senza sosta, il più possibile, perchè “perder tempo” contraddiceva il disegno di Dio… in più, secondo la chiesa, il tempo libero esponeva l’uomo alle tenazioni, alle attività peccaminose o a indulgere in “pensieri cupi”… non a caso la chiesa ha sempre condannato e detestato la cultura classica, i vari Seneca (con la sua “filosofia del piacere”… che a proposito ha scritto un’operà che però non ho letto “De Otium”), Platone, e tutti gli antichi pensatori greci e romani… quel poco che abbiamo di loro è quello che è riuscito a sopravvivere ai roghi della chiesa con i quali ha tentato di distruggere le loro opere…
San Bernardo definiva l’ozio “mater omnium vitiorum” (madre di tuttii vizi), e non a caso infatti il motto dei benedettini era “ora et labora” (prega e lavora)… l’ozio perfetto, ammesso dalla chiesa, era solo quello dei monaci, cioè l’ozio volto alla contemplazione e alla meditazione, che infatti chiamavano “otium negotium” (“ozio industrioso”).
Poi, a dare il colpo finale all’inversione sull’importanza di “otium” e “negotium” c’ha pensato la rivoluzione industriale: fin dall’inizio delle prima lotte sindacali gli industriali si sono opposti alla riduzione degli orari di lavoro sostenendo che gli operai “avrebbero utilizzato il tempo libero per dedicarsi a dissolutezze, spreco del denaro guadagnato con il loro lavoro, ecc. ecc…”
Sai, l’ottobre scorso mi son preso tre giorni di ferie (dall’1 al 3) (..ma forse te l’avevo già detto… boh, non ricordo…), per andare alle “giornate di Montegiove”, dove tutti gli anni organizzano convegni parecchio interessanti con gente che viene da tutta Italia (e a volte anche dall’estero), e quello che sono andato ad ascoltare insieme al Bardeggione aveva come titolo “Le dissobbedienze”, ti riporto un pezzo di un articolo del manifesto così capisci meglio di cose si trattava:
“[…]Infine, dal 1 al 3 ottobre, il terzo itinerario tematico. De «Le disobbedienze» discuteranno Vittorio Agnoletto, Filippo Gentiloni, Ernesto Olivero, Alessandro Barban, Alex Zanotelli, Peter Kammerer, Gino Strada, Mario Miegge e Marco Revelli. Che cosa vuol dire – oggi – disobbedire?
Essenzialmente porsi al di fuori delle logiche e delle pratiche che governano il mondo e inventarne di nuove. Pratiche da mettere in atto verso quanti – donne, uomini, bambini – le logiche del potere subiscono. Atti di resistenza e di disobbedienza contro la guerra ma anche contro le ingiustizie e le disuguaglianze che attraversano e dividono il mondo.
Provocando conflitti, violenza, insicurezza. E – soprattutto – vittime innocenti. A sollecitare l’incontro su questo tema, la certezza – da parte degli organizzatori delle «giornate di Monte Giove» – che sia il pensiero politico sia la sensibilità religiosa debbano essere chiamati a interrogarsi non solo su quanto di terribile e violento va accadendo ma anche sulle molte azioni generose che la violenza contrastano.[…]”
Delle varie opinioni ascoltate una mi è rimasta particolarmente impressa (e condivido pienamente), e l’ha detta Alex Zanotelli… non so se sai chi è… è un tipo, di buona famiglia, che un giorno, di punto in bianco, ha preso s’è fatto prete e se n’è andato in Africa a fare il missionario e ora dirige “Nigrizia” un mensile che parla di Africa e terzo mondo che racconta cosa succede in quei paesi (è uno dei pochi preti che mi stanno simpatici :P).
Lui dice semplicemente (a grandi linee) questo (che poi non è nulla di nuovo ne che non si sappia già): secondo gli studi degli scienzati della banca mondiale e del fondo monetario internazionale (e quindi non certo di “sinistra”) se andiamo avanti di questo passo dopo il 2050 le risorse della terra non ci basteranno più, e la terra sarà sconvolta dalle conseguenze del surriscaldamento del pianeta che nei prossimi anni accelererà perchè produrremmeno sempre più anidirice carbonica a causa dell’aumento del nostro tenore di vita e dell’arrivo nella scena della produzione mondiale di paesi come Cina e India che sono ancora solo all’inizio dello sviluppo e quindi avrenno un fabisogno energetico sempre maggiore, in più produrremo sempre meno ossigeno per via del disboscamento selvaggio che non si è ancora arrestato…
Secondo le stime, in questo momento, se tutta la popolazione del mondo vivesse con gli standard che abbiamo nel “primo mondo” ci vorrebbero altre 4 terre per prenderne le risorse, e altre 4 da utilizzare come pattumiere…
La cosa grave è che da noi si sovvenzionano i produttori per non farli produrre (una mucca al nord prende i media 2 dollari al giorno di contributo, mentre più della metà della popolazione mondiale vive con meno di 1 dollaro al giorno… guadagna più una mucca del “primo mondo” che un essere umano del “terzo mondo”) oppure si distruggono alimenti in eccedenza per tenere alto il prezzo e non far crollare il mercato (mentre al sud muoiono di fame…).
E tutto questo perchè noi siamo sempre alla ricerca dell’aumento di ricchezza: se il PIL di uno stato non cresce di almeno un “tot” ci consideriamo in recessione… oltretutto quel dato (il “PIL”) dice tutto e non dice niente, perchè il fatto che si sia prodotta ricchezza non significa che sia stata equamente distribuita, anche perchè spesso, la fetta maggiore del PIL va in tasca agli industriali e non a chi nelle fabbriche e nelle aziende ci lavora… e sopratutto perchè, per i problemi ambientali di cui ti ho scritto prima, sarebbe ora che i PIL calassero invece di aumentare…
Secondo lui (Zanotelli), giustamente, sarebbe ora sostituire il PIL con altri paramentri come l’indice di alfabetizzazione [lo sapevi che la percentuale (non il numero assoluto) di analfabeti è più alta negli Usa che a Cuba?], del livello dell’assistenza sanitaria, di acculturamento della popolazione, di rispetto dei diritti umani, ecc… o magari l’ “indice di sviluppo umano” (è un’indice che oltre al reddito pro-capite racchiude molti di questi indici e che utilizza l’ONU per valutare la situazione della popolazione di uno stato).
Non è sbagliata come cosa, sopratutto se si tiene conto che, secondo alcuni studi fatti a riguardo, la produzione animale e vegetale di un paese, come ad esempio l’Argentina, basterebbe a sfamare tutta la popolazione che abita ora il mondo…
L’idea [giustissima e fondata, ma utopica perchè non credo succederà mai perchè è impossibilie di punto in bianco convinere la gente che “volere sempre di più senza accontentarsi mai” (fondamento del sistema capitalistico modermo) è sbagliato…] di Zanotelli è una cosa che ho sempre pensato anch’io: e cioè che invece di “farci il mazzo” sette-otto (e anche più) ore al giorno, basterebbe lavorare tutti per due ore al giorno, per produrre quel minimo che serve per sopravvivere (perchè ciò che produci in più scompensa il “sistema-terra” creando squilibri), e si avrebbe così più tempo da dedicare agli altri e a se stessi, ai nostri hobbies e interessi, alla crescita culturale, ecc…
…praticamente, per tornare al discorso di prima, basterebbe dedicarsi di meno al “negotium” e di più all’ “otim”, proprio come facevano i romani… 🙂
Spero di non averti annoiata… ora corro a letto perchè pensavo di metterci di meno a scrivere ‘sta mail… ma tanto ormai mi consoci: quando inizio a parlare chi mi ferma più? 😛
‘notte, un baScione sulla fronte e sogni d’oro ^_*
Baldo:)
*[Ndb]: visto che ultimamente sono così indaffarato da non aver tempo ne di scrivere ne di far visita agli altri blogs, perchè non usare questa vecchia mail per ridare un pò di vita al blog? Infondo non ci sta poi così male, no? 😛