…eh lo so, son stato parecchio latitante, ma il fatto è che, siccome sono scemo, pur avendo già i minuti della giornata contati mi sono ulteriormente “incasinato” la vita infilandoci dentro nuove cose… 😛
…meglio partire dall’inizio…
Questo 2006 era sembrato partir bene… il capodanno è andato bene (a parte la cena… ma preferisco saltare il discorso a piè pari…) ed anche della prima settimana dell’anno non mi posso lamentare… probabilmente perchè ero in ferie… 😛
…certo, avrei voluto sistemare quella montagna di cose lasciate in sospeso, che mi trascino dietro da tanto, ma che, quando lavoro, non ho il tempo materiale per farlo – sopratutto in questi ultimi mesi – e invece…
…invece mi sono abbandonato al più totale relax fancazzista… un po’ mi tira il (_!_) per le cose non fatte – e che, quindi, ancora continuerò a portarmi dietro – ma infondo penso di aver fatto bene a far quello che ho (non)fatto: ciò di cui più necessitavo era “staccare totalmente la spina” e liberare la mente da qualsiasi cosa che comportasse obblighi, cose in sospeso, situazioni irrisolte, ecc. sia riguardante il lavoro, che la vita privata e le piccole cose di tutti i giorni… e devo dire che ne sono uscito rigenerato…
Questo inizio anno però è stato un pò insolito, sì perché in genere, quando scocca la mezzanotte dell’ultimo dell’anno, a me prende un pò (molto) male, perché mi rendo veramente conto del tempo che passa – cosa che mi succede anche il giorno del compleanno… sarà che, nonostante i casini, le cose che girano storte e tutto il resto, mi piace un sacco vivere… 😛 Quest’anno invece è stato diverso: quest’anno non vedevo l’ora che quel maledetto 2005 finisse…
…che poi, ripensandoci e ad essere proprio sincero, non è che il 2005 infondo sia stato tutto una tragedia, un anno tutto da buttare, anzi, alcuni mesi non sono stati niente male… tanto per fare un esempio penso al primo raduno nazionale Club CBF (non vedo l’ora che arrivi il raduno di quest’anno, so già le date: dal 19 al 21 maggio… anche se ancora non si sa dove…). Sono stati soprattutto gli ultimi mesi dell’anno – da settembre a fine anno – a renderlo un inferno e a farmi desiderare che finisse il prima possibile (nella speranza di una svolta).
…ma dopo questa – tutto sommato – buona partenza, appena tornato al lavoro, mi son ritrovato bello carico di cose da fare con una certa urgenza, infatti già la prima settimana di lavoro mi son ritrovato a dover lavorare il sabato pomeriggio per rispettare una scadenza di Coop Italia… Ora la situazione è un pò più tranquilla… cioè, non è che posso dire “posso lavorar tranquillo e rilassato che tanto non ho molte cose da fare”, ho da fare fin troppo – infatti sul blog non sono nemmeno riscito a passare per un salutino veloce… – però, perlomeno, riesco a starci dentro con orari (abbastanza)normali… ed è già tanto…
…il futuro, ad essere sincero, non è che prometta proprio bene: vedo già “nubi cupe” di cose da fare che saranno un casino e una gran rottura di 00… ma infondo non chiedo molto, sarei già contento se tutto andasse sempre come ora, cioè, incasinato sì, ma riuscendo a far tutto entro orari di lavoro umani… sperem ben… 🙂
Questo credo che sarà un anno all’insegna del “poco sonno” e “sempre di corsa”, questa volta però non per via del lavoro – spero -, ma per via delle tante – probabilmente troppe – cose che voglio fare.
Tra queste cosa ci sono alcuni hobbies, più o meno recenti, che avevo abbandonato e che avevo intenzione di riprendere, e sono: lo studio della chitarra, lo studio degli scacchi (nei quali ancora sono una schiappa totale 😛) ed i bonsai (non acquistati, ma allevati e “formati” da me… trovo ci sia più soddisfazione nel “creare” dal nulla che nel “mantenere” un bonsai creato da altri…).
…ma questi sono solamente auspici e progetti che infondo non so se metterò in pratica o meno, dipende dal tempo che avrò a disposizione…
Una cosa prevista, e che farò sicuramente, è dare l’esame di stato (credo sia ogni anno a novembre) per potermi iscrivere all’albo dei periti agrari… più che altro è per una soddisfazione personale perché non mi serve per il lavoro, ho un contratto a tempo indeterminato e quindi, in teoria, posso stare tranquillo… anche se, infondo infondo, nella vita non si sa mai cosa può succedere… e comunque potrei sfruttarlo, se si presentasse l’occasione (o meglio, la necessità…) per prendermi qualche piccolo lavoretto extra come studio privato per arrotondare un pò… Solo che per farlo devo riprendermi in mano i libri e ripassarmi per bene tutto quanto studiato alle superiori, e non sarà facile perché, da quando sono venuto a lavorare qui ho perso dimestichezza con la maggior parte delle cose che ho studiato, perché mi son dovuto dedicare a tutto ciò che riguarda certificazioni e sistemi che garantiscano la qualità e sanità dei prodotti… spero di raccapezzarci qualcosa quando riaprirò di nuovo i vecchi libri…
Ci sono poi cose in cui mi sono già buttato a capofitto dall’inizio dell’anno…
…e adesso – forse – mi prenderete per scemo: dall’inizio dell’anno ho iniziato ad andare a lezione di…
…CINESE!!
Mi da lezione una ragazza che viene nella mia stessa scuola di “Gong Fu Wushu” (o “Kung Fu Wushu”, è la stessa cosa – si legge allo stesso modo – il primo è scritto secondo il sistema di translitterazione degli ideogrammi cinesi “pinyin“, cioè quello adottato ufficiale dallo stato cinese e più diffuso fra coloro che studiano la lingua, il secondo è il sistema di translitterazione americano). Per ora a partecipare siamo io ed uno dei miei due istruttori di Gong Fu. Sono già alla terza lezione, e mi sta prendendo troppo bene… anche se, come si potrà immaginare, non è per nulla semplice…
Quello che mi impegnerà più tempo però sarà il Gong Fu, e questo per due motivi.
Il primo è perché questo mese ho iniziato a studiare anche un nuovo stile oltre ai due che stavo già studiando.
Avevo iniziato a gennaio dell’anno scorso partendo con uno “stile esterno”, cioè “SHAOLIN QUAN” (per la precisione “SHAOLIN BEI QUAN STILE CHANGQUAN”, stile che insegnavano nel tempo Shaolin del nord – il tempio Shaolin originale), che mi prendeva due ore e mezza alla settimana, cioè 2 lezioni da 1 ora e un quarto.
A giugno ho iniziato “JI JI”, non so se si scrive così, comunque si legge “gì gì” ed è un sistema di boxe tradizionale cinese derivante da uno “stile interno” chiamato “XING YI QUAN”, cosa però che non mi portava via tempo perché nella mia scuola sono organizzati così: ogni giorno di lezione fanno 2 lezioni da 1 ora e un quarto, la prima lezione SHAOLIN, la seconda lezione “TAIJI” (“TAIJIQUAN STILE YANG”, credo sia lo stile interno più praticato al mondo), e, una volta ogni tre lezioni, uno dei due istruttori – per chi vuole – durante la lezione di SHAOLIN insegna JI JI, e durante la lezione di TAIJI insegna “PA KUA” (“BA GUA ZHANG”, un altro stile interno… tra l’altro molto affascinante…).
Dall’inizio di quest’anno ho iniziato anche TAIJI, quindi ho raddoppiato le ore (da 2 e mezzo a 5)… e, per condire il tutto, a giugno penso che inizierò anche PA KUA (che comunque non mi comporta un aumento di ore…), e poi…
…basta perché quattro stili bastano – e avanzano 😛
Se le cose potessero andare tutto l’anno così infondo non ci sarebbe nessun problema visto che comunque (nonostante il raddoppio di ore) sarei impegnato solo 2 sere a settimana, ma…
…e purtroppo c’è un “ma”, un “ma” abbastanza pesante… infatti il secondo motivo per il quale il Gong Fu mi prenderà parecchio tempo è perché questo nuovo anno ha deciso di lasciare un segno triste e indelebile fin da subito: in palestra è successa una “tragedia”. Non che sia successo qualcosa di cruento o “tragico” in senso stretto, ma perché è successa una cosa che mi ha lasciato di sasso e mi è dispiaciuta veramente, ma veramente tanto: la scuola che frequentavo, anzi, che frequento tutt’ora visto che ufficialmente è aperta fino a domani, giorno dell’ultima lezione, è gestita da due istruttori… i quali hanno deciso che a partire dal 1°febbraio la loro avventura insieme finirà e apriranno una scuola ciascuno… vero è che nelle arti marziali è una cosa molto rara che due persone riescano a portare avanti insieme una scuola, e loro ci sono riusciti per 5 anni, infatti, gli altri istruttori che fanno riferimento allo stesso loro maestro e il meastro stesso, gli dicevano che erano un “miracolo vivente”… ma purtroppo – almeno per ora – il “miracolo” pare sia finito… non è che c’è stata una lite, semplicemente, a quanto mi pare di aver capito, piano piano le differenze fra di loro sono emerse sempre di più e sono diventate un problema, e per questo hanno deciso di fare questa scelta… in modo che ognuno posso portare avanti le sue idee ed i sui progetti che aveva dovuto accantonare scendendo a compromessi per poter insegnare assieme… ma preferisco non addentrarmi oltre, perché, oltre a non essere ne il caso ne il luogo per parlarne, soprattutto è una cosa che riguarda loro soltanto e, infondo infondo infondo, tutti i perché di questa scelta la conoscono solamente loro…
…il problema è che, logicamente, questa loro scelta comporta a sua volta una – sofferta e per nulla semplice – scelta anche da parte nostra (degli allievi): con quale dei due istruttori continuare a praticare il Gong Fu e quale “abbandonare”?
Se fossi un allievo appena iscritto la cosa non sarebbe poi così traumatica, basterebbe scegliere quello con il quale ti trovi meglio o ti sembra più bravo o ti sta più simpatico o ti piace di più come si pone e come insegna…
Io invece è ormai più di un anno che pratico Gong Fu e ormai mi sono legato ad entrambi allo stesso modo, pur avendo due caratteri totalmente opposti, mi sono simpatici entrambi in egual misura, stimo entrambi, e con entrambi si è inevitabilmente instaurato un rapporto di amicizia, con entrambi mi piace chiacchierare, sia di Gong Fu che di cose che con il Gong Fu non c’entrano niente.
Uno è totalmente preso da Gong Fu e ne ha fatto uno stile di vita, ed io lo ammiro molto per questo perché io non ne sarei capace e perché da questo si evince anche la passione con la quale insegna (se fosse per lui farebbe lezione tutti i giorni… il suo sogno nel cassetto è avere una casa con annessa palestra privata dove poter praticare e insegnare gratuitamente e liberamente – avendo una palestra non avrebbe bisogno di far pagare la quota mensile per pagare l’affitto come facciamo ora), e con lui sto condividendo l’esperienza dello studio della lingua cinese.
L’altro invece è più “sportivo”, ogni tanto, dopo la lezione, organizza una bevuta e due chiacchiere con gli allievi che hanno voglia di andare (e non sono troppo cotti dall’allenamento), in un locale vicino alla palestra che gestisce un ragazzo a cui da lezioni private, ultimamente ho scoperto anche una sua vecchia passione per gli scacchi e mi ha proposto di fare una partita ogni tanto (visto che non è così facile trovare qualche conoscente che gioca), così l’ultima volta che siamo andati a fare un bicchiere abbiam anche buttato su una partita: due contro due, lui e un allievo contro io e un altro allievo… mi sa che siamo allo stesso livello (principianti… :P), ho vinto io solo perchè l’altro allievo che giocava con me (ho scoperto solo quella sera che anche lui giocava a scacchi… ma quanti scacchisti ci sono che conosco e non so che lo sono?) era piuttosto ferrato (a quanto mi ha detto, una volta giocava parecchio).
C’è poi da aggiungere che, scegliere significa anche perdere di vista gli allievi che sceglieranno l’uno o l’altro insegnante e con i quali oramai stavi instaurando (o si era instaurata) una certa amicizia…
…mi lego troppo velocemente alle persone…
C’è poi anche il lato “tecnico” da considerare… E’ vero infatti che le differenze sono una ricchezza, perché il bello della loro scuola – dell’insegnare insieme – era che ognuno integrava l’altro, perché uno da più importanza a determinate cose, ed uno più ad altre… credo che, scegliendo uno dei due, si creerebbe – forse – una leggera “carenza” verso un aspetto del Gong Fu o verso un altro, ed io sono interessato ad entrambi… almeno per ora… o per lo meno credo sia così… la cosa migliore ora è aspettare di vedere nella pratica in che cosa una scuola sarà diversa dall’altra, magari, dopo aver visto e capito come uno e l’altro intendono impostare il loro metodo di insegnamento (che in entrambi i casi sarà diverso da quello a cui ero abituato fino ad ora, visto che, per insegnare assieme, erano dovuti scendere a compromessi), forse dopo sarò in grado di poter fare una scelta più “serena” dal punto di vista del metodo di insegnamento, nel caso ce ne fosse bisogno…
Sì perché farò di tutto per evitarmi la sofferenza di dover fare una scelta… la farò solo se mi renderò conto di non poter reggere a quattro allenamenti (10 ore di pratica) a settimana, cosa che al momento non sono sicuro di essere in grado di fare, perché credo sarebbe una bella mazzata da tutti i punti di vista.
Dal lato fisico, perché a volte capita che gli allenamenti siano abbastanza duri, e li “accusi” il giorno dopo… ma se anche il giorno dopo ho l’allenamento quando recupero?
Dal lato psicologico, perché non è uno scherzo avere, da lunedì al venerdì, 4 sere su 5 impegnate… anzi, forse 5 su 5, visto che la lezione di cinese probabilmente, dal lunedì in cui l’avevamo fissata, dovremmo spostarla al mercoledì (unica sera libera che ho)… significa non avere una sera da poterti gestire, una sera su cui fare affidamento se sei particolarmente stanco e vuoi farti una lunga dormita per rigenerarti, una sera libera per dare appuntamento a qualcuno se vuoi andare a berci un bicchiere e fare una chiacchierata, una sera da dedicare agli altri interessi che ho, come i cineforum che frequento…
Dal lato economico perché frequentare due scuole significa anche pagare due quote mensili, e messe insieme equivalgono a più di un decimo del mio stipendio… e non è poco per uno che non naviga certo nell’oro – sono tre anni che ho più uscite che entrate… il 2005 l’ho finito con quasi 400 euro in meno rispetto all’inizio dell’anno… e non è stato nemmeno un anno particolarmente dispendioso… vabbeh, vorrà dire che dovrò trovare il modo di risparmiare da qualche altra parte tagliando qualche altra spesa, l’importante è che riesca a regge dal punto di vista fisico e psicologico… sperem, perché di fare una scelta non me la sento proprio… non ora…
…e finalmente ho finito di scrivere il post… che più che altro è un collage, visto che c’ho messo quasi una settimana a scriverlo, un pezzo alla volta ogni volta che avevo qualche minuto di tempo…
Spero di riuscire a trovare anche più tempo per il blog, è da parecchio che ho in mente di fare un bel restyling del template (che è un macello…) e di recuperare il tempo perso…
…quest’anno è iniziato da solo un mese, carico di progetti, vediamo un po’ come andrà a finire e se riuscirò a far tutto ciò che ho per la testa… forse mi ci vorrebbero settimane di 15 giorni con giorni di 72 ore ciascuno… 😛